Cosa spinge le persone ad avere paura del ragionamento astratto?
Cosa porta la maggior parte degli alunni a considerare la matematica come una materia che mette ansia solo a nominarla ?
Quando, in quale fase della vita scolastica, si sviluppa questo atteggiamento?
Perché è prevalente nelle alunne?
Mi pongo queste domande ormai da qualche anno, vista la difficoltà, che si fa ogni ciclo scolastico maggiore, di motivare allo studio le mie studentesse.
Qualche risposta, supportata da letture mirate, me la sono data.
1. Il giustificare l’abbandono dello studio della matematica con la necessità di non meglio specificate “attitudini” senza le quali non si può progredire. D’altra parte è evidente che, come anche i comuni mortali sono capaci di esercizi di scrittura pur non essendo “scrittori nati”, dovrebbe essere possibile a tutti il raggiungimento di analoghi livelli per quanto riguarda la soluzione di problemi matematici.
2. La comprensione è un processo che richiede pazienza e tenacia, doti che si fanno sempre più difficili da far apprezzare in un mondo che propone il “tutto subito e con il minimo sforzo”.
3. Anche in ambienti “colti” la carenza di una cultura matematica è quasi un vanto, mentre un’analoga ignoranza in ambito, ad esempio, letterario è vista come imperdonabile.
4. Per quanto riguarda il “problema femminile“, l’interesse per la matematica, e quindi per ciò che è razionale, è visto come un atteggiamento mentale tipicamente maschile, e quindi da scoraggiare nelle future donne.
Cosa porta la maggior parte degli alunni a considerare la matematica come una materia che mette ansia solo a nominarla ?
Quando, in quale fase della vita scolastica, si sviluppa questo atteggiamento?
Perché è prevalente nelle alunne?
Mi pongo queste domande ormai da qualche anno, vista la difficoltà, che si fa ogni ciclo scolastico maggiore, di motivare allo studio le mie studentesse.
Qualche risposta, supportata da letture mirate, me la sono data.
1. Il giustificare l’abbandono dello studio della matematica con la necessità di non meglio specificate “attitudini” senza le quali non si può progredire. D’altra parte è evidente che, come anche i comuni mortali sono capaci di esercizi di scrittura pur non essendo “scrittori nati”, dovrebbe essere possibile a tutti il raggiungimento di analoghi livelli per quanto riguarda la soluzione di problemi matematici.
2. La comprensione è un processo che richiede pazienza e tenacia, doti che si fanno sempre più difficili da far apprezzare in un mondo che propone il “tutto subito e con il minimo sforzo”.
3. Anche in ambienti “colti” la carenza di una cultura matematica è quasi un vanto, mentre un’analoga ignoranza in ambito, ad esempio, letterario è vista come imperdonabile.
4. Per quanto riguarda il “problema femminile“, l’interesse per la matematica, e quindi per ciò che è razionale, è visto come un atteggiamento mentale tipicamente maschile, e quindi da scoraggiare nelle future donne.
